Oggi ho usato per la prima volta i miei diritti politici come cittadino d’uno degli stati dell’Unione Europea, cioè l’Italia. Ho dato il mio voto a Die Linke, la sinistra tedesca, nonostante non sia d’accordo con alcune delle sue politiche energetiche e con la sua opposizione irrazionale agli organismi geneticamente modificati. A differenza di altri partiti europei di sinistra, Die Linke è ancora una forza politicamente rilevante e non ha politiche razziste contro gli immigrati né si è venduta alle forze neoconservatrici come l’SPD.
Nel mezzo del cammin verso la scuola dove si votava, ho trovato una coppia di Kurdi cinquantenni che come me, andavano a votare. Sebbene si lamentassero della mancanza di democrazia nel Kurdistan, il loro entusiasmo per votare si contrasta con l’apatia di tantissimi europei che oggi hanno deciso di non esercitare i propri diritti. Mi venne in mente quel pensiero di Goethe che dice che la libertà solo la meritano quelli che la cercano ogni giorno. Pensavo quanto certo fosse che solo ci rendiamo conto del valore di quello di cui godiamo quando è troppo tardi per lamentarsi di averlo perduto.
Non sono un’illuso. So che l’Unione Europea è un elefante burocratico pieno di meccanismi antidemocratici. So che molti degli eurocrati di Bruxelles e Strasburgo sono dinosauri come Giscard d’Estaing, che non hanno vergogna di dire che se ne fregano della volontà popolare quando il popolo decide contro di loro. Ma il parlamento europeo è uno dei pochi ambiti democratici dove noi, cittadini europei, possiamo far valere la nostra opinione. Questo parlamento ha un potere che mai ha avuto qualsiasi altra istituzione europea oltre la Chiesa medievale per decidere sulla nostra vita quotidiana. Non bisogna dimenticarsi che la politica, come i Greci, ha paura del vuoto, e se noi non occupiamo il nostro posto, lo occupano gli altri. Che gli altri decidano sulla nostra vita senza almeno farci sentire mi sembra quasi suicida.
Perciò, oggi mi sono alzato presto e mi sono sbrigato ad andare a votare, perchè voglio almeno avere il diritto di lamentarmi della mancanza d’una democrazia alla qualle io non ho rinunziato quando avevo l’opportunità d’usarla. Perchè come dice sempre Nicoletta, la madre di Manolita, l’Unione Europea non è un ente metafisico che, come i dei d’Epicuro, solo esiste negli interstizzi del mondo. Come la storia, l’Unione Europea siamo noi.
Juan
Bielefeld, 7 Giunio 2009